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martedì 29 aprile 2008
MILANO-DAKAR
By admin @ 15.49 :: 334 Views :: 3 Comments ::
 

LISTEN TO THE SILENCE, LET IT RING ON (TRANSMISSION, Joy Division)

 

è il silenzio che sento dentro, quello che mi accompagna, un giovedì mattina di fine luglio, in un buio garage del Giambellino a Milano.

sono stranamente tranquillo e rilassato come in una pigra giornata senza impegni; devo solo prendere la moto, attraversare il SAHARA

e arrivare  DAKAR. sulle orme di chi per anni aveva alimentato l'onirico desiderio di uno spiantato ventenne, unirmi a quel coacervo di

masochisti a motore che si ritrovano ogni fine anno a Parigi, per poi lanciarsi tra le piste del grande derserto, inseguendo il miraggio, per alcuni letale di raggiungere le sponde dell'ATLANTICO, alle porte della capitale del SENEGAL. dovevamo essere in due ad affrontare

questa avventura, ma ci sono cose più importanti nella vita che andar a cercare rogne sulle strade Africane. così il Parodi, uomo saggio e di virtù cultore ha dovuto soprassedere.

GENOVA, NIZZA, MONTPELLIER, BARCELLONA, CASTELLON. e poi ancora VALENCIA, ALICANTE, MURCIA, ALMERIA. sabato 29 luglio

sono di nuovo in AFRICA, dove un pesante dazio viene subito pagato alle porte di Guercìf. investo un cane, lasciandolo senza vita sull'asfalto. non ci poteva stato d'animo peggiore, per iniziare una lunga e solitaria marcia, verso terre a me sconosciute.

la strada GUERCIF-MIDELT, 256km in mezzo al nulla, due metri di asfalto irregolare con sabbia e ghiaia a fungere da perfidi spettatori. tra i radi arbusti sotto una micidiale canicola, bmbini e capre, capre e bambini,null'altro. a TAZENAKHT incontro una coppia di Francesi che sono in giro su una vecchia ma inossidabile BMW R60.

passo la sera con loro scoprendo, a cena, che lui aveva avuto in passato un mezzo analogo, che vendette esasperato dalle sue magagne. e certo non si aspettava di incontrare una Harley in marcia solitaria a queste longitudini; pareva un pò abbacchiato...

tra GUELMIME e TAN TAN intorno a mezzodì, comincio ad insospettirmi per la mancanza di stazioni di rifornimento. il carburante continua a calare mentre la mia para è in controtendenza, finchè ad un check point della polizia, tra quattro catapecchie trovo il prezioso liquido che mi permette di evitare la poco encomiabile situazione di trovarmi a secco in mezzo al niente.

 

LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI

 

 

raggiungo LAAYOUNE che è già buio. nel mio peregrinare alla ricerca di un giaciglio, trovo dipinta su un muro ,una salvifica scritta: HOTEL MIRAMAR. un malandato cubo a tre piani dove ci sono delle "camere". decìdo che è questa la soluzione che fa per me.

la stanza è un quadrato con due finestrelle, per terra due sudici materassi. la cloaca è in comune, il prezzo niente male; 10 euro per una vera chiavica! il posto è gestito da un gruppo di ragazzi a cui, non sembra vero poter spillare sittanta pecunia ad un "ricco" e strambo turista Europeo. stravolto per la giornata sono già a letto, ma il riposo ristoratore è lungi dal venire. grazie ad un tramestio di pargoli a cui il sonno pare faccia difetto e a causa della "grandiosa" soireè dansèuse imbastita dai ragazzi. percussioni maldestramente suonate, una pianola che sortisce sempre lo stesso irritante motivetto e raglianti vocalizzi che stenderebbero un sordo, si susseguono fino alle quattro del mattino.

mi alzo alle sei con le crepe negli occhi e nelle orecchie ancora l'assordante eco di quel subumano baccanale. raccolgo le mie cose e carico la moto. fuori tira un vento freddo mica da ridere. sono quasi tentato di partire senza sborsare un singolo Dirham, perchè ovviamente a quest'ora, i terminator della quete pubblica dormono il sonno dei giusti. sveglio malamente un ragazzo e gli concedo solo la metà del dovuto; e che cazzo!

viaggio tutto il giorno in direzione Sud Sud-Est la mèta è AL GARGARAT ultimo avamposto umano prima della MAURITANIA.

passo il confine e le mine della terra di nessuno in compagnia di Vincenzo, un fiorentino che con la sua Land Rover mi farà compagnia

e da stazione di rifornimento fino a NOUAKCHOTT la capitale. concedendoci la sera a cena, il "lusso" sfrenato della PIZZERIA MONTECRISTO. ci salutiamo l'indomani lasciando che si addentri nel deserto Mauritano, mentre io mi preparo ad affrontare le forche caudine di ROSSO.

 

 

PROFONDO ROSSO

 

 

all'una del pomeriggio, in un'afa micidiale, il cancello si chiude alle mie spalle. un poliziotto mi ordina di consegnargli i documenti chiedendomi 50 euro per fare dogana. alle mie rimostranze risponde che qui funziona così altrimenti posso anche girare la moto e tornarmene da dove sono venuto.

nel mentre, in questa "afosa" situazione scoppia il classico tmporale tropicale, acqua calda a volontà. vengo invitato da alcuni giovani camionisti Senegalesi all'interno di un cassone. il nugolo di mosche e l'odore nauseabondo, mi fanno dedurre che questo camion trasportava pesce...

dalla parte opposta un gruppo di locali mi circonda tempestandomi di offerte/richieste di aiuto, di cambio valuta, di assicurazione.

che devo accettare per uscire eal più presto da questo incubo.

sono in SENEGAL finalmente; ed il paesaggio cambia quasi magicamente; dalle dune e dal piattume sabbioso della Mauritania

alla verde SAVANA dove acacie, palme e baobab movimentano il paesaggio. e quando la coltre di nubi si apre  dopo la pioggia, un bellissimo cielo azzurro accompagna i miei primi chilometri in questo paese.

SAINT LOUIS è una città che conserva ancora molto del passato colonialista Francese. l'sola su cui sorge la città vecchia è una continua

teoria di case coloniche in prevalenza malmesse, ma i colori e il brulicare umano le donano un'atmosfera quasi caraibica.

incontro due motociclisti Belgi; Ian e Roland, su Africa Twin e KTM, a cui mi unisco proseguendo con loro verso la Capitale.

Dakar un nome, una garanzia. rumori, odori, colori, umidità a secchi e un indescrivibile caos urbano a prova di coronarie, accolgono tre attoniti ed infangati motociclisti. abbiamo impiegato oltre un'ora per entrare in città. muoversi qui anche in moto, è cosa molto complicata.

e la gente è così appiccicosa nel volerti vendere, offrire, proporre di tutto, che diventa impossibile muoversi tra le vie cittadine senza essere continuamente importunati. unica eccezzione l'ILE DE GOREE adagiate nella rada di Dakar. un grazioso "scoglio" con le immancabili case coloniche, stretti vicoli e bouganville. una atmosfera che sembra sospesa nel tempo, permettendoti di posare lo

sguardo con soave leggerezza sulla terraferma, mirando impassibile la cupa e bolgesca skylinedell'infernale Dakar.

imbarcata la moto e messo Ian sull'aereo io e Roland siamo pronti per affrontare il viaggio di ritorno. a cominciare da Rosso dove,

decisi a vender cara la pelle, ci coalizziamo riuscendo a passare le due frontiere in appena un'ora e tre quarti, ma sopratutto sborsando

non più di 15 euro in due, traghetto compreso.

 

 

I DESERNAUTI

 

 

l'HARMATTAN è il forte e caldo vento che muovendo da Est, sposta tonnellate di sabbia facendola spesso depositare sul nastro d'asfalto con le immaginabili complicanze. costringendoti a guidare in diagonale per 300km. mentre, masticando sabbia ti chiedi se sia stato

per caso il medico, a prescriverti una terapia di questo tipo. rientrati in Marocco mancano ora 87km alla stazione di Al Gargarat, sapendo che potrò raggiungerla solo guidando con parsimonia. Roland mantiene la sua media e si allontana all'orizzonte.

lo raggiungo a 20km dal "traguardo" a secco in mezzo al nulla. arrivo così al distributore faccio il pieno al serbatoio, riempio una tanica

e torno da Roland per riportarlo nel mondo dei vivi.

ad AGADIR la strada di Roland prosegue a Nord verso l'Europa, mentre io mi accontento di attraversare l'ALTO ALTLANTE, valicando

il TIZI 'N TEST a 2100mt., scendendo morbidamente verso le porte di MARRAKECH. un salto nella famosa JMA EL FNAA stipata di

turisti, poi via verso FES dove rimango involontariamente per quattro notti, causa diarrea.

a CHEFCHAOUEN assaporo gli ultimi giorni in terra d'Africa. e comincio a rivivere come in una pellicola emotiva i momenti più intensi, le situazioni più coinvolgenti. le capanne della savana, i poveri villaggi lungo la strada, le donne avvolte nei loro ampi e coloratissimi vestiti. e l'allegria, quell'allegria che nonostante una tenace miseria che li ghermisce, riesce a volte a far contagiare anche un TOUBAB 

come me. è la voglia di vivere, anzi no è la necessità di sopravvivere che ti fa apparire talvolta ostile colui, che in fondo sta solo cercando di mettere insiema il pranzo con la cena, quando ci riesce. penso a queste persone, alla loro scostante ingenua, ma genuina umanità. 

a quelli che molto probabilmente passeranno il resto dei loro giorni tra le misere capanne di un villaggio senegalese, o dentro rudimentali baracche di lamiere e cartoni tra le sperdute sabbie della Mauritania.

a persone che conosceranno del mondo, solo quello che la staticità della loro indigenza gli permetterà di vedere. 

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Comments
By Stefano @ giovedì 1 gennaio 2009 21.49
Bel racconto, mi rendo conto che avrai anche dell'altro da fare, ma nel racconto si evince poco sulle difficoltà di guida, sulle strade (sfaltate/sterrate/sabbiose?), ecc.
stefano
P.S. forse dovresti far conoscere questo bel sito magari scambiandoti il banner con altri siti di viaggiatori, harleisti, ecc.

By donato @ venerdì 2 gennaio 2009 23.13
Grazie per i commenti positivi. La strada; le condizioni non sono proibitive, è praticamente tuta asfaltata, a parte quel tratto tra marocco e mauritania. quello che incide sulla guida, sono piuttostoi km che le difficoltà. sabbia si, intorno a layounne e in mauritania. in senegal il problema è la pioggia, quando finisce di diluviare, preparati a remare sulla moto...
vedrò di seguire il tuo consiglio e di provare a scmbiare il banner con altri. ora mi appresto a riprendermi da un incidente, altre priorità.
alla prossima, Donato

By donato @ venerdì 2 gennaio 2009 23.21
Quello che hai letto, non è che la riduzione redazionale del racconto che è stato pubblicato a suo tempo, così come quelli relativi a uzbekistan e medio oriente. sto preparando qualcosa di più specifico e dettagliato da offrirvi...

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