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sabato 10 maggio 2008
E IO PAGO...
By admin @ 13.35 :: 557 Views :: 1 Comments ::
 

E dire che ne ho passate tante; bloccato tra due frontiere senza poter andare ne avanti ne indietro, costretto a cedere ai ricatti di lestofanti in divisa, perseguitato da un gigantesco tassista Uzbèko, che vuole a tutti i costi "trasportarmi" nel cuore della notte da un aereoporto a chissa dove e così via...

ma non mi era mai accaduto qui, a casa mia di dover ricorrere (senza successo) ad un legale per ritornare in possesso della mia moto.

Ottobre 2007; Lali Singh da Delhi mi avvisa che la nave, nel cui ventre giace il mio catorcio è salpata alla volta della progredita ed illuminata Europa. presto verrò contattato dall'agente Italiano che prenderà in carico la spedizione.

Novembre 2007; a metà mese, nessuno ancora  fa squillare il mio telefono. chiamo Genova (e io pago) direttamente; mi dicono che loro non hanno nessuna cassa indirizzata a me, ma che qualcuno a Bombay, ha deciso di spostarla su un'altra nave, che ha però fatto rotta verso La Spezia. bene dico io, datemi allora il nome dello spedizioniere che riceverà la cassa.

"ma lei deve darci 120 euro+IVA, per avere questo nome è la prassi, da noi si fa così." avrei dovuto mandarci i carabinieri, non il bonifico bancario a questi "signori". tra l'altro uno dei più malfamati spedizionieri con cui pare mezzo paese abbia cause in corso, per grane molto simile alla mia (e io pago).

a Delhi avevo organizzato il tutto per fare in modo di contenere le spese sia di spedizione, che di sdoganamento e ritiro della cassa, una volta arrivata a destinazione in Italia. in India avevo risolto con un esborso di 320 euro, tutto compreso; il compenso per Lalli Singh, la cassa, lo sdoganamento della moto, il trasporto su rotaia dalla capitale a Bombay e la spedizione via mare fino alle patrie coste.

una volta arrivata a Genova, mi sarei recato alla dogana portuale per effettuare lo sdoganamento in prima persona evitando il "filtro" di altre mani. avrei caricato il catorcio sul furgone e sarei tornato a casa contento e soddisfatto. questo era in origine il mio disegno.

ma non avevo fatto i conti con l'arrembante mondo del business. una volta avuto il nome dello spedizioniere (di milano) che "deteneva"

la cassa, mi ci sono recato per avviare l'iter. mi presentano un conto di 852euro!!!!!!!!!! il quale elenca un numero ( a mio avviso) spropositato di voci e relativi costi che a loro dire, dovrò sostenere per riavere ciò che già mi appartiene. rifiuto il preventivo, contestando

sopratutto quei 300euro più relativa iva, dovuti per la chiusura del carnet de passage solo ed esclusivamente per mano di un agente doganale (falso; il carnet è un documento emesso dal'ACI, la quale è L'UNICA AUTORITA PREPOSTA A FARLO, così come, solo la stessa può "chiudere" il documento), 130euro +IVA. e poi altri 170euro, sempre più IVA, per trasportare la cassa dal loro deposito di

casarile (MI) alla dogana di concorezzo (MI). chiedo perchè non sdoganarla in via valtellina a milano; è più vicino e più comodo." perchè in via valtellina è un casino arrivarci per via del traffico e poi perchè là, ci vorrebbero 5/6 giorni per liberarla"...

dopo ripetute telefonate e visite all'ACI in corso venezia (MI), mi assicurano e riconfermano che il carnet è "cosa loro" in assoluto.

torno dai "business men" del sequestratore, pardòn, volevo dire dello spedizioniere; niente da fare, vogliono tutti quei soldi e li devo cagare, uno ad uno. seeeee, manco li cani!!!

Dicembre 2007mi rivolgo al movimento consumatori, vengo ricevuto da un legale, che ascolta la mia storia e mi propone di redigere una lettera

affinchè questi "gentiluomini" convergano a più miti consigli. apriti cielo! il giorno dopo mi telefona uno di loro alquanto alterato dicendomi che sono stato uno stupido a mettere di mezzo un legale e che non servirà a niente. "gli avvocati non capiscono un cazzo, figurati se sanno quello che scrivono", le spese sono queste, punto e basta; al limite se ce lo dicevi prima (?) potevamo limare via qualcosa...

ritorno il giorno dopo nei loro uffici, sono ancora "toccati" per il mio improvvido gesto, il titolare si dice addirittura amareggiato per l'ostinata e ottusa ignoranza di noi popolo bue. queste sono le regole, questo devi pagare, dài, anziche 852 dammene 800...

mi sento un tantino preso per il culo... continuo a non voler "capire" . estenuati  dalla mia talebanità, mi propongono di interpellare un'altro agente per finire il lavoro, (basta che ti levi dai coglioni) ma questo sappia, le costrà molto molto di più!  cedo in parte, gli lascio 400euro

per le operazioni già da loro effettuate (scarico dalla nave, svuotamento container..., stazionamento al porto, carico sul camion..., trasporto da la spezia a milano, scarico della moto..., deposito presso i loro magazzini, commissione ed IVA.) e che non posso controbattere.

ora sono punto e a capo con la moto ancora sequestrata e 400euro in meno in tasca. mi attacco al telefono, dopo decine e decine di telefonate trovo un agente doganale, al quale illustro la mia situazione e che mi dice (senza sorprendermi) che 852 euri forse sono un pò troppi per una operazione di questo tipo...

mi mette in contatto con uno spedizioniere di sua fiducia, che si attiva per procurarmi la liberatoria  consentendomi di andare a ritirare di persona la cassa nel deposito dei business men, portarla alla dogana centrale di via valtellina a Milano e riaverla indietro sdoganata

2 giorni dopo, dietro "l'esorbitante" esborso di 160euro..., di cui 110 per l'agente e le pratiche doganali e 50 per la lettera liberatoria.

me ne tornavo a casa con la mia moto, finalmente.

P.S: non è un racconto di fantasia è quello che succede quando qualcuno si sente in dovere e in diritto di prevaricare e di approfittare della buona fede del prossimo; anche e sopratutto qui, nella progredita ed illuminata Europa.

 

 

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Comments
By pippo topomatto @ domenica 25 maggio 2008 7.12
grazie per averci fatto partecipe delle tue avventure-disavventure,,,,nnn si sa mai domani capiti ad un altro almeno sa cosa dovrebbe nn fare

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