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| lunedì 28 luglio 2008 |
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IL VIAGGIO LOGORA CHI NON LO FA
By admin @ 19.53 :: 507 Views ::
2 Comments ::
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IL VIAGGIO LOGORA CHI NON LO FA
Bruce Chatwin l’aveva descritta come l’anatomia dell ’irrequietezza. Robert M. Pirsig ha cercato di sviscerarne i più reconditi pròdromi, condendoli con accorate autodissertazioni filosofiche tra le pagine de “lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”. Un viaggio ancor ché Fisico è prima di tutto interiore, personale, a volte spirituale. Muovere la propria mente prima del proprio corpo. Cercare, per quanto spesso non ci si riesca di capire perché quell’imperitura scintilla che “illumina” i pensieri di alcuni individui, scocca e deflagra violentemente, quando la monotona routine del quotidiano, si fonde con l’ancestrale ma ahimè spesso sopito desiderio di avventura. è assolutamente umano e naturale conoscere e conoscersi; aprire la propria mente a tempi e luoghi a noi ignoti. Farsi guidare dal semplice istinto della curiosità; cercare di Vedere quello che si cela dietro la prossima curva, oltre una sperduta e desolata pianura tra le facce più attonite della tua, in un misero agglomerato di catapecchie in chi sa quale remota area del pianeta. non vi è mai venuta voglia di mettere il naso fuori di casa per andare a vedere come tira l’aria lontano dal bozzolo caldo e confortevole del paesello natio? A me sì, da sempre. Intendiamoci, un viaggio per essere tale non deve costringervi a macinare tonnellate di chilometri per potervi dare un minimo di appagamento. a questo ci si arriva se la voglia, la determinazione e soprattutto se quello che ritenevi interessante scoprire nel tuoi luoghi è già stato fatto. Così iniziai io nel 1988;con una vecchia e scalcinata Guzzi V65c; caracollando dapprima tra le risaie Padane, sulle ondulate strade secondarie della dorsale Appenninica Tosco-Emiliana. l’entroterra Ligure, le Dolomiti; il mare fino a Riccione! e poi una mattina di Agosto, Francia, Spagna e Portogallo. vennero a ruota altre stagioni ed altri itinerari; la Normandia, la Bretagna, la Jugoslavia. E poi con la prima Harley, la prima “gita” extraeuropea in Turchia; è stato il punto di non ritorno. Da allora solo un crescendo di esperienze, di difficoltà ma anche di impagabili soddisfazioni. e ora un altro sogno da realizzare; la possibilità di aiutare giovani vite. Il mio impegno per raccogliere fondi necessari al sostentamento dei bambini di strada della missione SAO MIGUEL ARCANJO a Barbacena nello stato di Minàs Geraìs in Brasile. Un progetto di solidarietà verso gli altri e una nuova sfida per me;il Sud America in solitariasu una Harley. LA GRANDE “V”. V come il mio fedele e inarrestabile bicilindrico, V come la speranza di vittoria contro la miseria e l’abbandono di vittime innocenti.
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superbacs @
giovedì 23 ottobre 2008 19.08
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Una volta avevo letto di te su Freeway, e ti ho pure visto da taddy quando sei tornato da Samarcanda. Mi aveva molto colpito il tuo viaggio. Ho cercato spesso negli anni notizie su di te su internet, ma non mi ricordavo niente se non che eri stato a samarcanda con una Harley. Finalmente ti ho beccato. Complimenti anche per il sito. Io sono tra quelli che fino ad ora è rimasto nella sua srea di confort, mai fatto viaggi impegnativi, forse per il poco tempo, forse per paura, e soprattutto perchè questi viaggi richiedono delle capacità che io non ho (tipo saper fare manutenzione alla moto). Ciao.
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donato @
domenica 2 novembre 2008 14.55
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Il fatto che tu abbia cercato mie notizie negli anni, è indice di perseveranza. questa è già una delle doti utili per intraprendere viaggi "impegnativi" come tu li definisci. In quanto alle altre doti, beh.., quelle mica le ho acquistate al supermercato, me le sono andate a prendere per strada, negli anni. Ci vuole determinazione, convinzione ma anche serenità d'animo. gli imprevisti, il tempo perso per burocrazie ed altro, fanno parte del gioco. Quello che frega noi "occidentali" e che siamo nati col culo al caldo, pigri e viziati, non abbiamo (quasi) mai avuto la necessità di lottare quotidianamente per tirare a campare. questa è la nostra paura; PENSARE di non essere in grado di confrontarsi con se stessi e con gli altri. ma se mai ci si prova... P.S. io NON sono un meccanico, ho solo ritenuto opportuno per quello che faccio, avere una conoscenza di base della meccanica per cercare di capire, in caso di necessità quello che succede e come poter ovviare (se possibile) al problema. Quello che serve è solo la voglia di vivere e vedere. Ciao Donato
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